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Studio Legale a Dubai e Abu Dhabi

Introdotta una legge federale sulla concorrenza

08.03.2013


Lo scorso dicembre 2012 il Governo Federale degli Emirati Arabi Uniti ha approvato la prima normativa in materia antitrust, in vigore dal 23 febbraio 2013. La normativa ha lo scopo di promuovere un’economia di libero mercato, proteggendo e incentivando la concorrenza e contrastando le pratiche monopolistiche e anticoncorrenziali. Alcuni settori (tra cui, telecomunicazioni, servizi finanziari, smaltimento dei rifiuti, trasporti, petrolio ed energia, prodotti farmaceutici) non dovranno però essere soggetti al rispetto della normativa. Parimenti saranno esonerati il Governo Federale e i Governi degli Emirati Arabi Uniti, nonché le aziende di loro proprietà o da loro controllate. Il neo-istituito Comitato per la Regolamentazione della Concorrenza, che risponderà direttamente al Ministro dell’Economia, dovrà vigilare sul rispetto delle disposizioni e impedire che le imprese stringano intese restrittive, adottino pratiche quali la fissazione dei prezzi, la limitazione della produzione tesa al rincaro dei prezzi, la discriminazione dei prezzi e la suddivisione del mercato tra concorrenti per area geografica. Parimenti, le imprese che godono di una posizione dominante nel mercato di riferimento non potranno abusarne, né ostacolare o limitare la concorrenza, vendendo prodotti sottocosto, inducendo i clienti a non trattare con un’impresa concorrente o conducendo marketing mendace. Per quanto riguarda le fusioni e le acquisizioni, la legge stabilisce che le parti interessate a un’operazione di concentrazione che soddisfi determinate soglie dovranno ottenere il nulla osta dal Ministero dell’Economia. Una volta presentata l’istanza, il Ministero avrà novanta giorni per deliberare con la possibilità di proroga di ulteriori quarantacinque giorni. In caso di mancata delibera entro detti termini, la domanda verrà automaticamente considerata accolta. Tra le sanzioni previste figurano la chiusura dell’impresa per un periodo di tempo variabile tra i tre e i sei mesi e la sospensione delle attività ritenute in contrasto con la normativa, nonché sanzioni pecuniarie. In aggiunta a ciò, le aziende resteranno soggette ad altre eventuali normative applicabili ed esposte al rischio di incorrere in un procedimento civile per il risarcimento dei danni da parte della parte lesa.

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